{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-04-03", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-53_2001-04-03.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=58679&nX40_KEY=4932995&nTrefferzeile=64&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1f91ea91980ad4559001659a3ecea410"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2000.53"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:49:20", "Checksum": "44cb745069c1ed9fa212511fe3168bf3", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n6. Il ricorrente ravvisa ulteriore arbitrio nella considerazione, stando alla quale la moglie, nei colloqui con il consulente psichiatrico dott. __________ durante la degenza presso la clinica di __________ (dov'era stata ricoverata dal 16 dicembre 1998 e il 16 gennaio 1999), avrebbe riferito spontaneamente di un abuso del marito in danno della figlia. __________ – egli assevera – ha se mai riferito un'affermazione in tal senso fatta dalla piccola, il che non è la stessa cosa. Allegazioni del genere, per altro ai limiti del pretesto, sono però inammissibili in un ricorso per cassazione fondato sul divieto d'arbitrio.\n7. Assevera il ricorrente che a pag. 13 della sentenza impugnata i primi giudici hanno ricordato come durante le audizioni del 17 e 20 maggio 1999 __________ abbia eluso le domande a lei rivolte e che, ciò nonostante, essi hanno seguito l'opinione della psicologa dott. __________, secondo cui il linguaggio analogico (e non verbale) appariva comunque compatibile con i fatti di causa. A suo giudizio la Corte di assise non ha però rilevato quanto emerge realmente dalle audizioni, in particolare in quella di maggio, ossia l'insopportabile pressione alla quale la piccola è stata sottoposta. Ancora una volta il ricorrente si avvale di critiche appellatorie, limitandosi a contrapporre la propria opinione a quella delle assise come se si trovasse di fronte a un'autorità di appello munita di pieno potere cognitivo anche su questioni di fatto e di valutazione delle prove. In un ricorso per arbitrio un approccio del genere è però inammissibile.\n8. Riferendosi alla testimonianza di __________, il ricorrente rileva che la prima Corte ha dato atto che durante l'interrogatorio del 20 maggio 1999 il ragazzo ha affermato tra l'altro che suo padre gli aveva imposto di compiere atti sessuali sulla sorellina mentre egli filmava la scena per poi vendere forse i “filmini” perché aveva bisogno di soldi (trascrizione nell'act. 5 annesso al rapporto di polizia giudiziaria). Il ricorrente ribadisce di avere contestato fatti del genere, tanto più che non sono state rinvenute né cassette pornografiche né videocamere a casa sua, e critica la prima Corte per essersi limitata a soggiungere che tali accuse non hanno trovato conferme, né smentite. A mente sua la Corte avrebbe dovuto concludere che si trattava di affermazioni fantasiose, suscettibili di influire sulla credibilità del ragazzo anche per quanto concerne le altre accuse. Ora, la Corte di merito si è effettivamente espressa in modo ambiguo al riguardo. Mancando riscontri oggettivi e incontrando perplessità, in virtù del principio in dubio pro reo essa avrebbe dovuto abbandonare l'ipotesi di scene pedofile filmate dal ricorrente per far soldi. Ciò non significa però che il ricorso debba essere accolto. Come noto, per incorrere nell'annullamento una sentenza deve essere arbitraria non soltanto nelle motivazioni, ma anche nel risultato. Un concreto ciò sarebbe potuto essere il caso ove il ricorrente avesse dimostrato che pure le successive considerazioni che hanno indotto i giudici a convincersi che l'accusato ha compiuto atti sessuali su __________ sono arbitrarie. Come si vedrà ancora, un'eventualità simile è fuori questione. Senza abusare del proprio potere di apprezzamento, la Corte di assise poteva infatti considerare le (rimanenti) accuse di __________ credibili perché suffragate da altri riscontri, come la frase che figura accanto alla balena disegnata l'8 ottobre 1999 davanti alla psicologa __________ (sentenza, pag. 16 segg), il parere della psicologa dott. __________, secondo cui i bambini sono attendibili (sentenza, pag. 15 e 17) e la testimonianza della madre, che ha personalmente assistito a ripetuti abusi del padre sui figli (sentenza, pag. 19 segg).\n9. Secondo il ricorrente la Corte di assise ha persistito nella sua erronea impostazione anche al momento di valutare la credibilità delle successive affermazioni di __________. Dando per scontata la credibilità del ragazzo (sentenza, pag. 14, punto 4), riferendosi all'interrogatorio del 9 settembre 1999 essa si è limitata a rilevare che in quell'occasione per __________ è stato difficile – ciò che è comprensibile – togliersi il peso dallo stomaco (sentenza, pag. 15). Una considerazione del genere non basta però per dimostrare il preteso arbitrio. Appellatorio, in proposito il ricorso è destinato all'insuccesso. Soggiunge il ricorrente che arbitrario è pure l'accertamento stando al quale __________ ha poi confermato chiaramente di essere stato sodomizzato dal padre. La semplice lettura delle trascrizioni, egli opina, denota un racconto farcito di frasi possibiliste (“credo”, “mi sono venute delle scene”, “se ben ricordo”). Se non che, la Corte stessa ha ricordato i passaggi citati e i momenti in cui il ragazzo ha manifestato incertezza (sentenza, pag. 15). Essa ha gli però creduto ugualmente, in particolare dopo avere preso atto che, sollecitato a ulteriori spiegazioni, __________ ha aggiunto altri particolari e che le difficoltà “a venire al dunque”, come spiegato dalla psicologa __________, rafforzano se mai la credibilità dell'interlocutore (sentenza, pag. 15 e 16). Con tali considerazioni il ricorrente non si confronta compiutamente, limitandosi a sottolineare che al dibattimento __________ ha spiegato che sulla credibilità di un bambino si può dire tutto e il contrario di tutto e che in questo campo le opinioni sono spesso se non sempre discordanti. Un esposto del genere è però inidoneo a confortare una qualsivoglia censura di arbitrio."}