{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-04-03", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-53_2001-04-03.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=58679&nX40_KEY=4932995&nTrefferzeile=64&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "1f91ea91980ad4559001659a3ecea410"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2000.53"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:49:20", "Checksum": "44cb745069c1ed9fa212511fe3168bf3", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 03.04.2001 17.2000.53\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nAl giudizio di colpevolezza la prima Corte è giunta anche dopo avere esaminato la testimonianza di __________, madre delle giovani vittime, la quale ha dichiarato al Procuratore pubblico di avere visto essa medesima quattro volte il marito abusare dei figli (sentenza, pag.19 segg.). Pur biasimandola per il ritardo con cui essa si era decisa a parlare, i primi giudici hanno ritenuto credibili le sue accuse, in particolare dopo avere constatato la sua sincera reazione durante un colloquio da essa avuto con i figli il 19 ottobre 1999 – dopo l'interrogatorio davanti al Procuratore pubblico – presso il “Centro __________ ” alla presenza di __________ (sentenza, pag. 24 e 25). Ricordate le psicodiagnosi eseguite dalla dott. __________ e dalla dott. __________, che evidenziavano in entrambi i bambini un quadro compatibile con l'ipotesi di un trauma sessuale (sentenza, pag. 26), la Corte di assise ha richiamato anche il parere dello psichiatra dott. __________, il quale ha scorto nell'imputato non solo un uomo capace d'abuso sessuale, ma persino “con alta probabilità (...) una personalità tipica dell'abusatore”. Nondimeno, essa ha evocato tale opinione (che collimava comunque nel risultato con i rilievi eseguiti dallo psicologo dott. __________) in via meramente abbondanziale, poiché lo psichiatra si era basato anche su elementi di fatto emergenti dall'incarto penale, come tali non rientranti nella sfera scientifica e quindi travalicanti l'ambito strettamente peritale (sentenza, pag. 26 e 27).\n3. Il ricorrente critica la sentenza impugnata nella misura in cui la prima Corte, basandosi sui pareri e affermazioni degli psichiatri dott. __________ e dott. __________, della psicologa __________ e di __________ (suo fratello), ha accertato che in casa egli era la figura dominante e che la moglie gli era sottomessa. Egli si domanda come mai un soggetto tanto succubo si sia dimostrato così forte e tenace in occasione della discussione tenutasi il 18 marzo 1998 (ossia in tempi non sospetti) dinanzi alla Delegazione tutoria di __________. La risolutezza dimostrata dalla moglie in tale circostanza mal si concilierebbe con la descrizione di lei che risulta dalla sentenza impugnata. Interrogativi del genere sono però di natura palesemente appellatoria e come tali inammissibili in un ricorso per cassazione fondati sul divieto d'arbitrio. In proposito il ricorso sfugge a ulteriore disamina.\n4. Alla Corte di merito il ricorrente rimprovera arbitrio per avere accertato che egli non lesinava botte alla moglie e ai figli. A suo parere le prove raccolte – le accuse della moglie e del figlio __________, le testimonianze di __________ (sua cognata) e di __________ (maestro di __________) – sono inconcludenti, poiché la credibilità della moglie e del figlio è vacillante, poiché la cognata ha soltanto notato la sorella con dei lividi, senza sapere chi li avesse causati e poiché il docente __________ si è limitato a raccontare quanto riferitogli da un amico di __________, che a sua volta aveva appreso la contestata circostanza dallo stesso __________. Tali argomentazioni non bastano però per intravedere arbitrio. Intanto, anche la figlia __________ ha riferito di essere stata talvolta percossa dal padre (sentenza, pag. 10) e quest'ultimo non pretende che tale asserzione sia falsa. Egli pone in dubbio la credibilità del figlio e della moglie, senza però sostanziare alcunché. Certo, la cognata ha ammesso che sua sorella non ha accusato direttamente il marito di averle procurato i lividi ricordati nella sentenza impugnata (act. 199, pag. 2). Il ricorrente trascura però che la testimone ha soggiunto che in famiglia avevano capito che l'autore era il ricorrente (act. PP 199, pag. 2). È vero altresì che __________ ha riferito di eventi appresi da un alunno, il quale a sua volta li ha saputi da __________ (act. 57 annesso al rapporto di polizia giudiziaria). Le confidenze di __________ al compagno di scuola riprendono però le accuse mosse da __________ e dalla moglie __________ e pertanto confermano quanto era noto in famiglia, segnatamente alla cognata __________. Nella misura in cui è sufficientemente motivata, la critica si rivela perciò priva di consistenza.\n5. Il ricorrente riprende l'accertamento secondo cui sua moglie mal sopportava sia la frequenza dei rapporti sessuali, sia soprattutto i rapporti anali, come pure l'accertamento secondo cui essa tollerava comportamenti del genere per non irritarlo. Assevera che, contrariamente a quanto ha ritenuto arbitrariamente la Corte, la consorte non soltanto non si è mai arrabbiata, ma che essa non ha fatto nulla per opporsi. La questione, egli spiega, non è irrilevante, dato che il perito psichiatrico dott. __________ lo ha ritenuto capace di abuso considerando anche ciò. L'obiezione non gli giova. A prescindere dal fatto che egli non sostanzia alcun arbitrio, limitandosi a riflessioni per lo più appellatorie, va ricordato che la perizia allestita dal dott. __________ (che per altro collima con i rilievi testistici eseguiti dal dott. __________), non ha inciso sul giudizio di colpevolezza, maturato sulla base di altri e ben più concreti indizi. Quel referto è infatti stato considerato solo a titolo abbondanziale (sentenza, pag. 27)."}