Secondo l'art. 250 cpv. 1 CPP, in effetti, se dai dibattimenti risulta che il fatto riveste un carattere giuridico diverso, punito con pena uguale o meno grave di quella prevista nell'atto di accusa (rispettivamente nel decreto di accusa), l'accusato non può essere condannato sulla base della mutata imputazione se la stessa non gli è stata indicata prima della discussione. Tale disposto non può tuttavia ostacolare l'applicazione del diritto federale (CCRP, sentenza del 6 dicembre 2000 in re B. e T. consid. 2d con riferimentro agli art. 214 e 215 v CPP).