E nel ricorso egli non dimostra che quest'ultimo accertamento sia arbitrario, tanto meno se si pensa che al dibattimento egli aveva chiaramente ammesso di essersi procurato la ferita alla bocca e alla parte destra del volto cadendo su un utensile di lavoro. Per quanto riguarda l'aspetto soggettivo del reato, giova ricordare che quanto l’autore sa o ignora, quello che egli vuole o l’eventualità delittuosa cui egli consente è un dato di fatto, come tale vincolante per la Corte di cassazione e di revisione penale (DTF 122 IV 160, consid. 2b, 118 IV 124 consid. 1, 174 consid. 4, 117 IV 165 consid. 2c, 116 IV 145 consid. 2c, 115 IV 223; CCRP, sentenza del 17 dicembre 1997 in re W., consid.