Come in occasione dei precedenti processi, il ricorrente ha continuato a ridimensionare il proprio coinvolgimento e quindi a sminuire le proprie responsabilità, valendosi persino di minacce per ottenere la ritrattazione di accuse nei suoi confronti, dimostrando così assenza di scrupoli e di ravvedimento. Formulata prognosi negativa anche sulla sua futura condotta, ossia sulle sue concrete possibilità di reinserimento nella società, la prima Corte gli ha comunque riconosciuto – come circostanza attenuante – la scemata responsabilità in quanto tossicodipendente. Donde la condanna a 3 anni di reclusione da espiare (sentenza, consid.