{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-04-24", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-44_2001-04-24.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=58662&nX40_KEY=4932901&nTrefferzeile=30&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "97499020d0431f0fc49ecc75446c8b09"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2000.44"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:50:06", "Checksum": "4f8949fc8d029312d1cf7f54c372c193", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n____________ ha raggiunto poi il proprio appartamento, aprendo una porta intermedia con una delle chiavi sottratte a ____________ e passando dalle scale interne. Ha raccontato alla moglie dell'accaduto, consegnandole la somma di fr. 140.– tolta dal portamonete della vittima. ____________ si è poi recata con suo figlio, in bicicletta, al negozio Piccadilly, dove ha comprato una bottiglia di whisky, che ha bevuto con il marito non appena rientrata a casa. ____________ ha preso in seguito taluni sacchi per i rifiuti, è risalito attraverso la scala interna nell'appartamento di ____________ e ha rovistato di nuovo nell'abitazione, prendendo gli oggetti che gli sembravano interessanti. Ha quindi slegato (in parte) la vittima, ha cancellato le impronte, ed è ridisceso nel suo appartamento con la refurtiva e le cose da buttare. Tornato di lì a poco sul luogo del delitto, egli ha rimesso le chiavi nella tasca del morto e se n'è andato, lasciando la porta semiaperta. È uscito dal portone principale, che ha chiuso con la chiave datagli dalla moglie (tosto gettata via), ed è rientrato nel suo appartamento, dove ha nascosto la refurtiva (due cannocchiali, due orologi, un passaporto e monete con carte della vittima, assegni della cooperativa della vittima, una pistola scacciacani, una macchina fotografica e una medaglia), sbarazzandosi degli indumenti e degli oggetti usati per la rapina (sentenza, pag. 34 a 43).\n3. Come si è visto, il ricorrente critica l'accertamento secondo cui egli ha ucciso ____________ intenzionalmente. Sostiene che non vi sono elementi sufficienti per giustificare una conclusione del genere e che in tali circostanze bisogna credergli quando assevera di essersi reso conto del dramma solo al momento in cui ha rigirato la vittima, dopo dopo avere rovistato la prima volta nell'appartamento alla ricerca di valori.\na) i primi giudici non hanno creduto alla citata versione dei fatti. Essi hanno richiamato il verbale di interrogatorio del 26 maggio 1999 (rapporto preliminare di polizia giudiziaria, annesso 51), nel quale il ricorrente ha dichiarato al Procuratore pubblico che una volta a terra ____________ non si era più mosso, che “forse non era ancora morto, ma stava morendo” e che, comunque sia, egli si era accorto che l'anziano “se ne stava andando” (sentenza, pag. 37). Il che non gli ha impedito di cambiargli il bavaglio, usando l'asciugamano al posto della camicia, per legarlo più stretto (sentenza, pag. 37 seg.). La Corte di assise ha inoltre ricordato che in aula l'imputato ha ammesso di avere avuto il sospetto già durante l'aggressione che ____________ stesse morendo, in particolare quando gli ha preso le braccia da sotto il corpo per legargliele dietro la schiena. A quel momento egli ha constatato infatti, anche a causa delle braccia molli, che la vittima non opponeva più resistenza e probabilmente stava soccombendo (sentenza, pag. 38 con riferimento al verbale del processo, pag. 5). Nondimeno egli ha infierito su di lui, legandogli le braccia per poter poi svaligiare la cassaforte (sentenza, pag. 38).\nb) Ciò posto, la Corte di assise ha accertato che, salito al primo piano con l'idea di immobilizzare, atterrare e legare a scopo di rapina ____________ (che sapeva anziano e acciaccato), pur senza volerlo uccidere, l'imputato è passato subito alle maniere forti, usando una violenza tale da non potere non rendersi conto che così facendo egli uccideva la vittima. A mano a mano che dava sfogo all'impeto, secondo la Corte di assise, egli aveva inoltre percepito – per sua stessa ammissione – le tragiche conseguenze del gesto, accorgendosi che ____________ era in fin di vita già dopo essere stato scagliato per terra, giacché non si muoveva più. Dopo essersi seduto sulla sua schiena dell'anziano per imbavagliarlo con la salvietta, l'imputato aveva constatato che effettivamente l'uomo stava spirando. Ne ha avuto ulteriore conferma quando gli ha stretto il morso alla nuca, sentendo un rantolo, e quando gli ha tolto le braccia da sotto il corpo per legargliele, inerti come quelle dei morti. Non aveva però desistito e aveva proseguito fino alla estreme conseguenze. Sedutosi sulla sua testa, otturandogli le vie respiratorie, gli ha stretto le braccia molli dietro la schiena; solo a quel momento gli ha sfilato il portamonete e il mazzo di chiavi. Benché avesse avuto modo e tempo per evitare una morte per asfissia, che secondo la perita giudiziaria dott. ___________ non si consuma da un secondo all'altro, il ricorrente ha persistito con determinazione. Agendo così – ha concluso la Corte di merito – egli ha ucciso ____________ intenzionalmente, poiché si rendeva conto di quanto stava facendo. Che egli ne abbia avuto certezza solo dopo avere rovistato nell'appartamento poco importa (pag. 38 seg.)."}