{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-04-24", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-44_2001-04-24.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=58662&nX40_KEY=4932901&nTrefferzeile=30&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "97499020d0431f0fc49ecc75446c8b09"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2000.44"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:50:06", "Checksum": "4f8949fc8d029312d1cf7f54c372c193", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 24.04.2001 17.2000.44\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nin diritto: 1. Il ricorrente insorge anzitutto contro l'accertamento secondo cui egli ha ucciso ____________ intenzionalmente, con coscienza e volontà. Ora, quel che l'autore di un reato sa o non sa, quello che vuole o l'eventualità delittuosa cui egli consente è una questione di fatto (DTF 121 IV 92 consid. 2b con rinvii). La Corte di cassazione e di revisione penale è però abilitata a rivedere le constatazioni di prima sede solo sotto il profilo dell'arbitrio (art. 288 cpv. 1 lett. c CPP). E arbitrario non significa discutibile, contestabile o finanche erroneo, bensì manifestamente insostenibile o in aperto contrasto con gli atti (DTF126 I 170 consid. 3a, 125 I 168 consid. 2a, 124 I 208 consid. 4a). Per motivare una censura di arbitrio non basta quindi criticare la sentenza impugnata, né contrapporle una propria versione dei fatti, per quanto preferibile essa appaia. Occorre invece spiegare per quale ragione l'accertamento in questione sarebbe manifestamente insostenibile, si trovi in chiaro contrasto con gli atti o contraddica in modo urtante il sentimento di giustizia e dell'equità (DTF125 II 10 consid. 3a, 124 I 86 consid. 2a, 123 I 1 consid. 4a, 122 I 61 consid. 3a). Per giurisprudenza, inoltre, una sentenza incorre nell'annullamento quando essa è arbitraria non solo nella motivazione, ma anche nel risultato (DTF 125 II 129 consid. 5b, 124 II 166 consid. 2a, 124 I 208 consid. 4a, 122 I 253 consid. 6c con rinvii).\n2. Fondandosi sulle dichiarazioni rilasciate dagli imputati nel corso dell'istruttoria, segnatamente su una ricostruzione del 1° luglio 1999 (documentazione fotografica, parte VI) e sulle risultanze del pubblico dibattimento, la Corte di assise ha accertato che verso la fine di marzo del 1999 i due accusati, in condizioni economiche disastrose, hanno pensato di rapinare ____________. Rientrati a casa la sera del 3 aprile 1999 (vigilia di Pasqua) dopo avere partecipato a un festa in piazza ___________ e avere fatto qualche piccolo acquisto alla Migros e alla Coop, i due – che nel pomeriggio avevano già bevuto alcolici – sono tornati a pensare alla rapina. Hanno deciso così di agire la sera stessa, consapevoli che sarebbe stato necessario neutralizzare ____________, il quale lasciava di rado l'abitazione e portava sempre con sé il portamonete e la chiave della cassaforte. La rapina sarebbe stata eseguita da ____________, che per non farsi riconoscere si sarebbe mascherato. Egli avrebbe atteso che l'uomo lasciasse l'appartamento e scendesse al pianterreno per far rientrare il cane e chiudere l'ingresso principale. In quel momento sarebbe entrato nell'appartamento, avrebbe immobilizzato la vittima, l'avrebbe messa a terra, legata, sottraendole il portamonete e la chiave della cassaforte (sentenza, pag. 31 a 33).\nSempre stando alla sentenza impugnata, ____________ si è procurata il necessario per mascherare il marito e le corde per legare la vittima. ____________ ha quindi indossato i jeans della moglie, una giacca nera con cappuccio, ha calzato un paio di scarpe che il padre del figlio dell'amica aveva dimenticato in casa e si è infilato in testa due calze di nylon. Siccome gli stringevano, in una delle due ____________ ha ritagliato aperture corrispondenti alla bocca e agli occhi. Essa gli ha pure fornito una corda gialla, un laccio-stringa blu-nero e un paio di guanti. Infine ha consegnato al marito la chiave del portone d'ingresso, sottratta a ____________ dieci giorni prima, a suo dire per dispetto (sentenza, pag. 33). Uscito dall'appartamento così paludato, con la calza di nylon in tasca e le corde in mano, ____________ ha fatto il giro dello stabile, rientrandovi dal portone principale che conduce all'abitazione di ____________. Sul pianerottolo davanti all'appartamento egli ha pensato di mettersi in testa la calza di nylon e di tirar su il cappuccio; avendo notato però, attraverso il vetro della porta, la sagoma di ____________ che si avvicinava, è riuscito solo ad alzare il cappuccio e a coprirsi parte del visto.\nQuando ha visto abbassarsi la maniglia, egli si è buttato contro la porta, spalancandola e facendo finire l'anziano contro lo stipite della porta di fronte. Ha poi agganciato l'uomo da tergo, afferrandolo per il collo della camicia e facendolo cadere con uno sgambetto. Dato che il malcapitato si lamentava, gli si è seduto sulla schiena (68 kg), tentando di chiudergli la bocca con una camicia capitatagli sotto mano e con una salvietta. Siccome l'uomo continuava a lamentarsi, egli gli ha legato la salvietta, a mo' di bavaglio, molto stretta dietro la nuca. ____________ sarebbe riuscito nondimeno a dirgli di averlo riconosciuto, dopo di che ha emesso un rantolo e non ha più parlato. ____________ gli ha ancora legato le mani dietro la schiena, gli ha tolto il portamonete di tasca e gli ha sottratto un mazzo di chiavi; aperte le varie porte e la cassaforte, egli ha rovistato nell'appartamento, dopo di che si è infilato sulla testa la nota calza di nylon, è tornato dalla vittima e l'ha girata sulla schiena. A quel momento si sarebbe accorto che l'uomo era morto (sentenza, pag. 34 a 39)."}