{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-03-15", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-43_2001-03-15.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=58660&nX40_KEY=4933109&nTrefferzeile=39&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "0fa2f4dd0e2b1e1e9e146e12aa39ddac"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2000.43"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 15.03.2001 17.2000.43"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 15.03.2001 17.2000.43"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 15.03.2001 17.2000.43"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:49:01", "Checksum": "5fa459d67667127ad2f8436d544904d5", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 15.03.2001 17.2000.43\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n|\n|\n|\n|\n|\n|\n|\n|\nIncarto n. |\n|\nIn nome |\n|\n||\n|\nLa Corte\ndi cassazione e di revisione penale |\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\n|\n|||||\n|\ncomposta dei giudici: |\nPellegrini,\npresidente, |\n|\nsegretario: |\nIsotta, cancelliere |\nsedente per statuire sul ricorso per cassazione del 17 ottobre 2000 presentato da\n|\n|\n____________,\n(patrocinato dall'avv. __________) |\n|\n|\n|\ncontro |\n|\n|\n|\nla sentenza emanata il 6 settembre 2000 dalla Corte delle assise criminali in Lugano nei suoi confronti; |\nesaminati gli atti,\nposti i seguenti\npunti di questione: 1. Se dev'essere accolto il ricorso per cassazione;\n2. Il giudizio sulle spese.\nRitenuto\nin fatto: A. Nella primavera del 1995 ____________ e ____________ hanno deciso di introdursi nell'abitazione di ____________ (allora ottantenne) e di ____________ (allora ottantaseienne), al primo piano di uno stabile a ____________ in cui si trovava, al pianterreno, il ristorante “____________” da costoro gestito. Essi intendevano appropriarsi di valori considerevoli, non dichiarati al fisco, custoditi nell'appartamento occupato dai due anziani, che essi avevano conosciuto, come muratori, durante lavori di sistemazione dell'edificio commissionati dal proprietario ____________. In vista del colpo i due hanno ingaggiato ____________ e ____________. Ritrovatosi sul posto la sera del 6 aprile 1995, il quartetto ha poi progettato di perpetrare il colpo la sera del 10 aprile successivo. Non fidandosi più di ____________, ____________ ha fatto capo al conoscente ____________, che per finire ha accettato di partecipare all'azione, da anticipare all'insaputa di ____________ nella notte fra l'8 e il 9 aprile 1995.\nB. Verso la mezzanotte ____________, ____________, ____________ e ____________ si sono incontrati in una pizzeria di ____________ (Varese). Con due automobili, l'una guidata da ____________ e l'altra da ____________, essi hanno raggiunto il Gambarogno. Giunti nei pressi di ____________, dove ____________ ha posteggiato il suo veicolo, i quattro hanno proseguito sull'automobile guidata da ____________. Posteggiata più avanti anche tale vettura, essi si sono avvicinati allo stabile a piedi. ____________, ____________ e ____________ hanno quindi atteso che ____________, il quale conosceva gli ingressi dell'abitazione, si affacciasse a un balconcino sul retro della casa, dopo avere aperto una porta finestra. Con il volto coperto, i tre sono così penetrati nell'appartamento, dove hanno affrontato ____________, che nel frattempo si era destato e che stava per sorprenderli. ____________ lo ha afferrato per il braccio e gli ha tappato la bocca, ____________ e ____________ lo hanno gettato su un letto, gli hanno legato le mani dietro la schiena con nastro adesivo e gli hanno avvolto sul viso una fodera di piumino, assicurandola con lo stesso nastro. ____________, ____________ e ____________ hanno poi raggiunto la camera dove dormiva ____________. Colta di sorpresa, l'anziana ha tentato di urlare. ____________ le ha però chiuso la bocca con una mano, procurandosi nella colluttazione un graffio alla guancia sinistra.\nC. Quanto è accaduto in seguito ha formato oggetto di versioni contrastanti. ____________ ha sostenuto di avere preso paura e di avere lasciato subito l'appartamento, dirigendosi a piedi lungo la ferrovia sino a raggiungere l'automobile di ____________. ____________ e ____________ hanno affermato invece, in un primo momento, di avere dato man forte ad ____________ nella camera da letto. Mentre ____________ e ____________ tenevano ferma la donna, ____________ le ha applicato nastro adesivo sul volto, girandolo più volte attorno al capo. In un secondo tempo ____________ ha poi tentato di ritrattare, salvo ricredersi di lì a breve. Anche ____________ ha raccontato a sua volta versioni diverse, coinvolgendo persino – falsamente – ____________: ha sostenuto che ____________ se n'era andato dopo che la vittima, legata, s'era messa a urlare, asserendo per finire che ____________ non l'aveva nemmeno aiutato a legare l'anziana, essendosi dato alla fuga proprio mentre egli era intento a quell'operazione, aiutato da ____________.\nD. ____________ è riuscito a liberarsi dopo che gli autori avevano lasciato l'appartamento con un bottino di circa fr. 4'000.–. Raggiunta la camera dell'amica, egli l'ha soccorsa levandole il bavaglio di nastro adesivo. ____________ tuttavia era già deceduta per asfissia meccanica violenta in seguito all'occlusione delle vie respiratorie causata dal nastro adesivo. ____________ è poi stato arrestato in Italia unitamente ai correi il 6 maggio 1995, ma è stato scarcerato per un vizio di forma il 19 maggio successivo dal Tribunale di Varese. Resosi latitante, egli è stato arrestato nuovamente in Germania il 4 luglio 1998 in seguito a un ordine di arresto internazionale con richiesta di estradizione spiccato dall'Italia. Se non che, tale domanda è stata respinta dalle autorità tedesche. In forza di un'analoga istanza da parte della Svizzera, ____________ è stato posto in carcere estradizionale il 19 novembre 1998 ed è infine stato consegnato alla Svizzera il 2 marzo 1999.\nE. Con sentenza del 18 luglio 1996 la Corte di assise di Varese ha riconosciuto ____________, ____________, ____________ e ____________ (in contumacia) autori colpevoli di rapina aggravata e omicidio intenzionale, condannando i primi tre a 25 anni di reclusione e ____________ a 24 anni di reclusione, oltre al pagamento di una multa (act. 34). Con sentenza del 14 marzo 1997 pronunciata dalla Corte d'appello la pena a carico di ____________ è stata ridotta a 17 anni di reclusione. La Corte di cassazione, adita dal condannato, ha rinviato gli atti a un'altra Corte d'appello per la ricommisurazione della pena. Constatato il legittimo impedimento a comparire di ____________, quest'ultima non lo ha giudicato."}