Il ricorrente si sofferma sulla collaborazione prestata agli inquirenti, che avrebbe consentito di inquadrare l'organizzazione criminosa e le persone coinvolte, dolendosi che di tale comportamento la prima Corte abbia tenuto conto solo nel quadro dell'art. 63 CP (sentenza, pag. 20). Ora, per certi versi si può capire che la condanna a 4 anni di reclusione appaia severa, visto il comportamento processuale del soggetto, apprezzato anche dai primi giudici. La Corte di assise non ha quindi dato prova di grande generosità a tale riguardo. Una volta ancora, nondimeno, ciò non basta per ravvisare eccesso o abuso del potere di apprezzamento.