Pur dando atto che è diritto dell'accusato tacere, la Corte ha rilevato che la mancata collaborazione connota assenza di ravvedimento e di scrupoli. A suo sfavore essa ha considerato inoltre la recidiva a norma dell'art. 67 CP (pena detentiva negli ultimi cinque anni). Ha nondimeno considerato il buon comportamento durante l'istruttoria dibattimentale, in cui l'imputato ha voluto far comparire come testimoni i suoi familiari, che per finire hanno tracciato un quadro meno negativo della sua personalità. Ciò posto, la Corte di assise ha fissato la pena di base attorno ai 4 anni di reclusione, aumentandola di un anno per considerare la recidiva (sentenza, consid.