Si ricordi che nel descrivere i fatti la denunciante è caduta in imprecisioni e incongruenze di non poco conto, non attribuibili semplicemente al precario stato psicologico in cui essa, secondo la Corte di merito, si trovava. A tre riprese, benché ormai libera da pressioni, condizionamenti, paure e sentimenti di vergogna (visita medica la mattina del 27 ottobre 1999, visita ginecologica dell'indomani pomeriggio, denuncia scritta di quello stesso giorno), essa non ha saputo indicare con chiarezza il giorno in cui sarebbe stata seviziata, pur avendo dichiarato che non avrebbe mai dimenticato gli abusi e che mai avrebbe perdonato il convivente.