Nella misura infine in cui il ricorrente insiste sul fatto che il dolore alle gambe della donna già sussisteva prima dell'11-12 ottobre 1999, si è spiegato poc'anzi che, salvo cadere in arbitrio, la prima Corte non poteva trarre significative conclusioni dalle condizioni fisiche in cui si trovava la vittima nei giorni successivi al 12 ottobre 1999 (consid. 14). 17. Se ne conclude, in ultima analisi, che la condanna per ripetuta violenza carnale pronunciata dalla Corte delle assise criminali a carico del ricorrente poggia su un arbitrario accertamento dei fatti e su un'arbitraria valutazione delle prove.