Anche quando rimprovera ai primi giudici di avere conferito peso soverchio al fatto che egli ha dato indicazioni imprecise sulla sorte del suo passaporto, il ricorrente muove una doglianza fondata. Certo, al dibattimento egli si è contraddetto quando è stato chiamato a spiegare come mai il 17 giugno 1998 egli abbia mostrato alla frontiera un passaporto che, stando a sue stesse dichiarazioni, doveva essere nelle mani di un passatore (sentenza, pag. 7). Inoltre egli ha mentito quando in aula ha cercato di convincere la Corte che stava divorziando dalla moglie.