Essa non ha quindi ammesso di non essere in grado di riconoscere i pantaloni: in precedenza, ossia agli inquirenti, si era limitata a riferire di non ricordarsi con quali pantaloni fosse stata legata (sentenza, pag. 17). Quanto all'accertamento della Corte di assise, secondo cui i pantaloni indossati quella sera dalla vittima presentano un asola sfilacciata e la cerniera lampo rotta, si può convenire che di per sé l'indizio depone a sfavore dell'imputato, i segni riscontrati sul capo di abbigliamento essendo compatibili con la dinamica dei fatti descritta dalla vittima. L'asola sfilacciata e la cerniera lampo rotta sono stati riscontrati però due settimane dopo i fatti (act.