In realtà, essa ha perdonato il ricorrente soltanto la sera del lunedì successivo, una volta rientrata a casa e dopo avere parlato con i colleghi di lavoro (sentenza, pag. 17). Certo, più avanti la prima Corte ha operato – non senza contraddirsi – accertamenti diversi, rilevando che la vittima non ha raccontato la verità ai colleghi di lavoro per paura e per vergogna (sentenza, pag. 37). Sia come sia, l'accertamento citato rimane arbitrario. 15. Alla prima Corte il ricorrente rimprovera anche di avere qualificato come indizio a suo carico la sostituzione del cilindro il giorno 25 ottobre 1999 da parte della denunciante. Nel consid.