In realtà l'argomentazione della Corte desta più di un interrogativo. Anche tenendo conto delle giustificazioni addotte dai primi giudici, invero, riesce difficile credere che una vittima di violenze e umiliazioni come quelle descritte nel verbale del 28 ottobre 1999 non sia più in grado, due settimane dopo, di indicare ai medici – e in particolare al ginecologo – il momento in cui tali delitti siano avvenuti.