Nonostante tale quadro rassicurante, i primi giudici hanno nondimeno precisato che l'imputato rimane inaffidabile, avendo mentito su più punti, segnatamente sul suo stato civile al dibattimento, sull'uso e sulla destinazione data al suo passaporto e alla sua carta di identità, su quanto è accaduto la sera del 26 ottobre e sul fatto di non avere accettato la decisione dell'amica di lasciarlo. Il ricorrente non si confronta con siffatte motivazioni, limitandosi a precisare che egli non è un padre padrone. Con ciò egli non allega tuttavia un argomento rilevante. 7.