Anche la sostituzione del cilindro della porta di entrata, avvenuta la sera del 25 ottobre 1999, costituisce – secondo la Corte – un ulteriore riscontro dell'esasperazione e della paura accumulata dalla donna. Infine, la Corte di assise ha ricordato che i pantaloni indossati dalla vittima la sera della grave violenza denotano un'asola sfilacciata e la cerniera lampo rotta (sentenza, pag. 27 a 29). Per contro, a mente dei primi giudici, l'imputato non è risultato credibile, nonostante abbia mantenuto in aula un comportamento rispettoso, confermando l'immagine di persona educata e garbata descritta da diversi testimoni e dalla stessa parte civile, con riferimento comunque ad altri momenti.