La Corte ha ricordato anche il profilo della donna tracciato dal suo psichiatra, secondo cui essa è un soggetto con normali capacità di percezione della realtà, che non travisa i fatti, che sa attribuire il giusto valore alle cose della vita, che non è né dissociata né psicotica, che possiede capacità di intendere, di volere e di analizzare la realtà, che tende forse ad amplificare emotivamente, ma senza nulla aggiungere. La Corte di assise ha pure ricordato che la vittima aveva deposto il vero anche nel procedimento a carico dell'ex marito per tentato omicidio e ripetute lesioni semplici (sentenza, pag. 25 a 27).