Sebbene essa si divincolasse e lo supplicasse di non infierire, dicendogli che altrimenti non lo avrebbe mai perdonato, egli le ha impedito ogni movimento con il peso del proprio corpo e poi l'ha penetrata. Durante la notte egli ha compiuto altre due congiunzioni carnali, fin quando ha slegato la donna ormai inerme, verso le quattro del mattino. Quindi l'ha lasciata dormire per un paio d'ore, ma al risveglio l'ha violentata di nuovo. Egli ha poi sostenuto di essersi comportato in tal modo per dimostrare la propria forza e il suo potere di fronte alla decisione di lei di lasciarlo (sentenza, pag. 36 e 37).