{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2001-02-20", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-2000-39_2001-02-20.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=58630&nX40_KEY=4933298&nTrefferzeile=10&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "27641efd8732372c5c08055d44e591c4"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.2000.39"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 20.02.2001 17.2000.39"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 20.02.2001 17.2000.39"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 20.02.2001 17.2000.39"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:48:11", "Checksum": "c3e93beb98cb3c9dab9d55d70bf837be", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 20.02.2001 17.2000.39\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\nPur debilitata dalle botte e dai postumi dell'incidente, a dispetto di un'apparente normalità __________ si era nondimeno convinta a troncare definitivamente ogni rapporto con il convivente. Mercoledì 20 ottobre 1999 essa gli ha perciò consegnato una busta contenente denaro, invitandolo ad andarsene una volta per tutte. Egli ha preso i soldi e se n'è andato, ma la domenica successiva (24 ottobre 1999) è tornato, chiedendole di preparargli il pranzo. Essa si è rifiutata e nel pomeriggio ha portato nell'appartamento di via __________, in cui risiedeva il prevenuto, alcuni indumenti e generi alimentari. Questi l'ha di nuovo minacciata e strattonata per i capelli. Impaurita, essa ha lasciato i luoghi (sentenza, pag. 38). Nella serata di lunedì 25 ottobre 1999 – hanno soggiunto i primi giudici – ___________ ha fatto sostituire la serratura del proprio appartamento. Accortosi di ciò, l'indomani il ricorrente l'ha raggiunta sul posto di lavoro, minacciandola nel caso in cui essa intendesse davvero lasciarlo. Quella stessa sera egli l'ha raggiunta a casa, sottraendole le chiavi dell'appartamento e passando a vie di fatto. Rimasta sola, ___________ ha chiesto aiuto alla datrice di lavoro (__________), che l'ha accompagnata all'ospedale per accertamenti. Durante la trasferta essa ha detto di avere subito violenza, ma ai medici ha taciuto, limitandosi poi a denunciare ___________ per vie di fatto. Vincendo la paura, a casa dei coniugi ___________ che l'hanno ospitata, essa ha raccontato tutto. Sollecitata a reagire, essa ha finalmente sporto denuncia, non senza difficoltà. Il 27 ottobre 1999 la donna si è di nuovo recata al pronto soccorso dove, oltre ai lividi del giorno prima, le sono stati riscontrati un'insorgenza e una dolenzia al metatarso della mano destra, come pure altri lividi alle cosce. Nel pomeriggio essa è stata sottoposta a un esame ginecologico, in esito al quale non è stato constatato alcun postumo di violenza (sentenza, pag. 39 e 40).\n3. Motivando le ragioni che l'hanno indotta ad accreditare la denuncia, la Corte di assise ha rilevato anzitutto che la versione della vittima è attendibile poiché univoca, costante e lineare, sebbene in aula la donna sia stata colta da malore e si sia dovuto rinviare il suo interrogatorio al giorno successivo. A parere dei primi giudici, ___________ è credibile anche se ai sanitari che l'hanno visitata essa non ha specificato le date delle violenze carnali e nella cronistoria della denuncia non è stata precisa. Secondo la Corte, tuttavia, l'esposto non è stato presentato subito e la denunciante versava in uno stato di profonda prostrazione, con sensi di vergogna e con la paura di non essere creduta. Ricordate le confidenze di lei a ___________ la sera del 26 ottobre 1999 ed escluso che la denuncia fosse un atto di vendetta, i primi giudici hanno sottolineato come la donna sia ritenuta da tutti – persino dall'imputato – una persona generalmente sincera. La Corte ha ricordato anche il profilo della donna tracciato dal suo psichiatra, secondo cui essa è un soggetto con normali capacità di percezione della realtà, che non travisa i fatti, che sa attribuire il giusto valore alle cose della vita, che non è né dissociata né psicotica, che possiede capacità di intendere, di volere e di analizzare la realtà, che tende forse ad amplificare emotivamente, ma senza nulla aggiungere. La Corte di assise ha pure ricordato che la vittima aveva deposto il vero anche nel procedimento a carico dell'ex marito per tentato omicidio e ripetute lesioni semplici (sentenza, pag. 25 a 27).\nStando i primi giudici, il racconto della donna sui fatti antecedenti e successivi a quelli denunciati trova inoltre riscontro in altre risultanze istruttorie. Vari testimoni hanno ripetuto infatti che nelle settimane precedenti le violenze ___________ aveva cambiato comportamento, era divenuta triste, incline al pianto, agitata, ansiosa e irritabile, appariva affaticata e sofferente, confermando altresì che il ricorrente non intendeva assolutamente essere lasciato. Che costui non abbia per nulla gradito la fine della relazione risultava anche dal fatto che dopo essersi assentato per circa due settimane, egli aveva ripetutamente telefonato all'amica. Inoltre egli si era adirato per la sostituzione della serratura alla porta d'entrata dell'appartamento e si era rifiutato di restituire le chiavi, nonostante le insistenze della donna. La credibilità di lei risultava inoltre avvalorata dalla teste __________, la quale ha dichiarato di avere sentito la sera del 9 ottobre 1999, dopo che l'imputato era rimasto assente 15 giorni, il trambusto proveniente dalla contigua camera da letto, in particolare il pianto di __________ che ripeteva “Lasciami stare, lasciami stare”. E proprio in quel frangente, ha rilevato la Corte, l'uomo ha imposto all'amica un rapporto sessuale."}