Egli trascura però che non occorreva una gran forza per abusare della parte lesa nelle circostanze descritte, date le precarie condizioni piscofisiche e lo stato di soggezione in cui essa si trovava, sola di notte in automobile con due agenti di polizia in un luogo appartato (sentenza, pag. 66 e 67). È vero che il tutto si è svolto nel lasso di pochi minuti (CCRP, sentenza del 29 ottobre 1996 pag. 16 consid. c). D'altro lato non vanno nemmeno dimenticate, però, le particolari sofferenze provocate alla vittima (sentenza, pag. 68).