Anche il richiamo al principio in dubio pro reo è infruttuoso, poiché la Corte di merito non lo ha condannato per non aver recato la prova della sua innocenza, né essa aveva serio motivo per dubitare della sua colpevolezza una volta apprezzate – in modo non arbitrario, come detto – le prove raccolte (DTF 120 Ia 36 consid. 2c con riferimenti). 12. Il ricorrente fa notare che un altro importante indizio conforta il comportamento tutt'altro che passivo della donna, lo stesso atto di accusa rimproverandogli di avere commesso atti sessuali dopo “avere scostato, rispettivamente spostato lateralmente le mutande della donna”.