In ultima analisi la Corte ha considerato inverosimile che la donna, attiva nell'ambiente dei locali notturni, abbia consentito ad avere un rapporto sessuale non protetto, tant'è che, resasene conto, essa ha immediatamente temuto il peggio, a dimostrazione della relativa lucidità in cui si trovava, e che, rientrata a casa, ha protestato davanti al datore di lavoro e ha inveito contro gli agenti che erano ricomparsi dopo la telefonata di quest'ultimo. Che la donna fosse agitata risultava anche dalla circostanza che essa nemmeno si era accorta di avere smarrito la borsetta con le chiavi del palazzo, la cui perdita le sarebbe costata la sostituzione del cilindro.