La Corte ha pure scartato eventuali interessi personali (ottenimento di future protezioni, compiacenza e amicizia da parte degli agenti), giacché in tal caso essa avrebbe preteso almeno l'uso di un profilattico. In ultima analisi la Corte ha considerato inverosimile che la donna, attiva nell'ambiente dei locali notturni, abbia consentito ad avere un rapporto sessuale non protetto, tant'è che, resasene conto, essa ha immediatamente temuto il peggio, a dimostrazione della relativa lucidità in cui si trovava, e che, rientrata a casa, ha protestato davanti al datore di lavoro e ha inveito contro gli agenti che erano ricomparsi dopo la telefonata di quest'ultimo.