Colpa che non risultava meno grave dal profilo soggettivo, giacché l'imputato, trentottenne padre di tre figlie, è una persona intelligente, sufficientemente differenziata, con buona formazione scolastica, che ha persino avuto occasione di constatare personalmente gli effetti nefasti legati all'uso di stupefacenti. Accertato che l'imputato ha agito per meri fini di lucro, nell'intento di conseguire un profitto che gli avrebbe consentito di far fronte ai propri debiti e di tenere per sé anche una parte cospicua del ricavato, la Corte di assise ha sottolineato altresì che l'accusato è apparso come l'organizzatore dell'operazione, senza mandanti né collaboratori, un uomo capace di gestire