La Corte di merito ha comunque soggiunto che l'accusato non sembrava avere grande interesse alla perquisizione degli uffici, ritenuto che nel corso dell'interrogatorio del 15 aprile 1999 aveva chiesto di telefonare alla moglie per darle istruzioni su come chiudere la ditta (e non quindi per ottenere ragguagli sulla persona citata). Anziché confrontarsi in modo compiuto con gli elementi che hanno indotto i primi giudici a una conclusione del genere e spiegare perché essi sarebbero caduti in arbitrio, ossia in un errore palese, di nuovo il ricorrente persiste nella propria impostazione appellatoria, ragionando e argomentando come se si trovasse di fronte a una Corte abilitata a sindacare