Egli si limita però a ribadire il proprio punto di vista, ridiscutendo liberamente la fattispecie e traendo una serie di precisazioni (in particolare con riferimento ai suoi rapporti con le banche) come se argomentasse davanti a una giurisdizione di appello, abilitata a rivedere liberamente l'accertamento dei fatti e la valutazione delle prove. Come si è ripetutamente spiegato, ciò è inammissibile. Nell'ipotesi a lui più favorevole, tutt'al più, egli dimostra in ogni modo che l'esposizione bancaria era inferiore, avendo egli messo a pegno titoli per un valore stimato di Lit. 100'000'000. Se non che, per propria ammissione, il debito rimaneva pur sempre dell'ordine di Lit. 280'000'000.