In una situazione del genere il presidente della Corte di assise non poteva essere sufficientemente sereno né moralmente tranquillo per condurre il dibattimento ed emettere una sentenza tanto importante. Il ricorrente dichiara che, avesse saputo “di tale rilevante circostanza interna già nel corso del dibattimento”, avrebbe immediatamente chiesto la ricusa del presidente, dandosi ragionevoli motivi per dubitare della probità e sincerità del magistrato.