Il quesito va risolto negativamente già per la circostanza che, in ultima analisi, poco importa la persona del giudice che ha provveduto alla stesura dei motivi. Determinante è che i motivi siano quelli esposti, conseguenti alla deliberazione, ciò che il presidente della Corte attesta firmando la sentenza. In concreto la sentenza è firmata non solo dal presidente della Corte, ma anche dai due giudici a latere. Ammesso e non concesso quindi che il presidente, disciplinarmente sospeso il 16 giugno 2000, non fosse più abilitato a firmare, il vizio è in ogni modo stato sanato con la firma degli altri due giudici.