Se non che – essa ha continuato – l'indizio in questione non può reputarsi decisivo, poiché non permette di escludere con sufficiente tranquillità che il malessere della bambina (fisico e fors'anche psichico) fosse riconducibile in realtà a un mal recepito distacco pressoché quotidiano dai genitori, con conseguenti manifestazioni di tale disagio (anche inconsce, attraverso i sogni). Né si poteva escludere la comprensibile ansia, e poi l'angoscia, di chi stava attorno alla bambina, proteso all'inevitabile ricerca di una causa, ciò che può avere generato confusione nella piccola, la quale sin dalla sua prima età aveva avuto modo di riferire come realmente subìti fatti che invece non