e 1.10 dell'atto di accusa senza rendersi conto di quanto stava facendo, essendo egli a quel momento sotto l'influsso di farmaci. Dalla sentenza impugnata risulta però che, nonostante l'ingerimento di un medicamento prescrittogli dal proprio medico, l'accusato era consapevole del proprio agire, prova ne è che nei verbale del 15 febbraio 2000 egli si ricordava di quanto aveva fatto e che egli al momento dell'arresto è stato trovato in possesso di una chiave per quadri elettrici, di un coltello con lama seghettata e di un tagliavetro, ossia dello strumentario tipico del ladro scassinatore (sentenza, pag. 8). Di nuovo egli non si confronta però con tali considerazioni. 3.