Che poi la tenuta dei dati contabili non rispecchiasse la realtà delle cose, che le ditte aggiudicatarie di opere pubbliche non fossero le esecutrici materiali dei lavori, che le procedure di delibera avvenissero sì e no, erano preoccupazioni estranee alla sua concezione politica. Anzi, in una situazione – a suo dire – di malvezzo diffuso e inveterato (“più o meno tutti fanno così”), egli reputa oggi ancora di avere operato con “ragionevolezza e buon senso” (pag. 17, 10ª riga), dimostrando di non capire che cosa sia un'offesa al credito nella pubblica opinione.