Dalla stessa sentenza si evince per vero che, interpellato al riguardo, l'imputato ha dichiarato di essersi fatto subappaltare opere pubbliche (invece di limitarsi, per esempio, a prestare uomini e macchinari alla società deliberataria) “per evitare aggravi fiscali alle sue ditte” (pag. 15 in alto), rispettivamente di aver fatto eseguire opere pubbliche senza delibera “al fine di evitare critiche o anche solo procedure (…) formalistiche e noiose” (pag. 24 in alto), ritenuto che “più o meno tutti fanno così” (pag. 21 in alto). Accertare quindi ch'egli fosse consapevole di ledere – o avesse consapevolmente accettato l'eventualità di ledere – interessi ideali come il buon nome della cosa