art. 2 cpv. 2 CP). Ciò non toglie che, nel vecchio come nel nuovo diritto, il reato abbia carattere intenzionale (Rehberg, Strafrecht IV, 2ª edizione, pag. 403 n. 2). L'autore deve quindi avere agito con dolo, foss'anche eventuale, sapendo (o accettando l'ipotesi) di essere membro di un'autorità o funzionario, di influenzare con il suo comportamento (attivo o passivo) un negozio giuridico dell'ente pubblico e di ledere in tal modo gli interessi pubblici da salvaguardare. Egli deve avere, in altri termini, consapevolezza e volontà – almeno eventuali – di pregiudicare il pubblico interesse (Corboz, op. cit., vol. II, Berna 1999, pag. 350 n. 41).