Il ricorrente contesta altresì di avere commesso falsità in documenti per avere alterato o fatto alterare la contabilità del Comune, registrando o facendo registrare costi per opere pubbliche sotto voci estranee, in modo da occultare sorpassi di spesa, evitare richieste di crediti supplementari o approvazioni di conti in sede di consuntivo (capi d'accusa n. 1.2.1 a 1.2.8). Egli si duole che nell'atto di accusa gli si imputava di avere delinquito “al fine di nuocere ai diritti del Comune”, mentre la presidente della Corte lo ha condannato per avere inteso “migliorare la propria posizione di sindaco e di capodicastero” (dispositivo n. 1.1.2).