Riferendosi alla condanna per infrazione all'art. 23 LDDS, il ricorrente fa carico al primo giudice di avere trascurato lo scopo della norma, volta a reprimere chi contraffà documenti falsi o alterati, per sfuggire a dei controlli di polizia. Nella fattispecie, egli spiega, ciò non è il caso, avendo egli usato un documento – ancorché non emanato dall'autorità che ne aveva il potere – risultato essere stato formato su carta vera, con la sua fotografia, i suoi dati generali e addirittura con il numero originale della carta di identità smarrita.