Egli contesta poi che la minaccia espressa nella diffida sia tale da porre il cittadino straniero in una situazione di disagio psicologico e di tormento considerevoli. Per quanto concerne l'illegittimità della stessa, ribadisce che, trattandosi di avviare una procedura di incasso nei confronti per l'appunto di un cittadino straniero, occorre dapprima informarsi sulla sua residenza effettiva. A causa della legge sulla protezione dei dati, informazioni del genere vengono però rilasciate solo se è provato un interesse legittimo, ossia, nel caso di mandato di incasso, è documentata la situazione debitoria.