Comunque che sia, già si è visto che i primi giudici hanno considerato la giovane età e l'inesperienza del ricorrente (come pure del correo), oltre all'incensuratezza e alla scemata responsabilità (art. 11 CP) per il saltuario uso di cocaina (sentenza, pag. 20 e 21). Condannando il ricorrente a 3 anni e 3 mesi di reclusione per lo spaccio al dettaglio di circa 700 g di cocaina per scopo di lucro e gli altri reati minori (contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti e violazione della legge federale sulla dimora e il domicilio degli stranieri), la Corte di assise non ha pertanto denotato esagerata severità, al punto da cadere nell'eccesso o nell'abuso del potere di apprezzamento.