Del resto, vista la minuscola foratura, sarebbe stato pressoché impossibile riscontrare prima il danno. Che il teste non abbia visto esattamente l'atto del danneggiamento si deve ascrivere alla distanza dalla vettura che controllava e alla repentinità del movimento del querelato, che ha colpito con un oggetto molto sottile e appuntito. Quanto al comportamento dell'investigatore, i ricorrenti adducono che egli non era abilitato a fermare l'autore né aveva mezzi per eventualmente difendersi. Il suo compito era di solo quello di sorvegliare la vettura e di identificare – come ha fatto – il soggetto responsabile.