CCRP, sentenza del 26 aprile in re I., consid. 1). Un rinvio per nuovi accertamenti risulterebbe però a questo punto poco comprensibile, visto il lungo tempo trascorso dai fatti e la buona probabilità – in assenza di indizi contrari – che esso confermi appieno la prima impressione, ossia che il prevenuto ha effettivamente superato un momento difficile reinserendosi nella sua attività sacerdotale, al punto da rendere ora estranea al suo scopo una decisione che lo privi della libertà personale.