Di conseguenza – ha affermato il Tribunale federale – la collaborazione dell'imputato durante l'istruttoria può dimostrare, secondo le circostanze, una chiara volontà di rompere con il passato e di espiare la propria colpa. Avendo il giudice di merito accertato in modo insindacabile che il prevenuto ha presentato la vittima come un bugiardo e un calunniatore durante l'intero procedimento, negando la propria colpa e contrapponendo la sua versione dell'accaduto alle accuse del minorenne, questi non sembra quindi avere acquisito consapevolezza dagli errori commessi. I presupposti per applicare la nota giurisprudenza – sempre a mente del Tribunale federale – non appaiono perciò realizzati.