2c in fine). Il Tribunale federale ha quindi soggiunto che il giudice di merito deve vagliare se, dopo avere commesso il reato ascrittogli, l'imputato abbia effettivamente manifestato una chiara volontà di emendarsi, eventualmente cambiando il suo modo di vita, in maniera da dimostrare di avere tratto lezione dai propri errori (DTF 118 IV 337 consid. 2c e 2d, 118 IV 342 consid. 2f). Al riguardo – sempre secondo il Tribunale federale – il comportamento dell'imputato durante il procedimento è decisivo, poiché rivela il suo carattere e il suo stato d'animo.