Il presidente della Corte di assise, nondimeno, ha minimizzato senza apparente motivazione gli effetti del proscioglimento dallo sfruttamento dello stato di bisogno e di dipendenza, reato che aveva senz'altro influito – come detto – sulla pena di 28 mesi di detenzione allora pronunciata dalla Corte di assise. Per finire, come si è visto, il presidente della Corte ha ridotto di soli due mesi la pena rispetto al primo giudizio, e ciò pur considerando espressamente per la prima volta il tempo trascorso e il fatto che la vittima, quasi quindicenne, non era alla sua prima esperienza omosessuale.