Come si è già accennato, uno dei motivi che avevano spinto i giudici del primo processo a dimostrarsi severi verso l'imputato si riconduceva proprio all'abuso dello stato di dipendenza della vittima (sentenza del 21 gennaio 1997, pag. 34). Certo, il Tribunale federale rileva che, nonostante il proscioglimento dalla seconda imputazione (art. 193 CP), il rapporto di dipendenza della vittima nei confronti dell'imputato non era venuto a meno e che, per quanto non giustificasse l'applicazione dell'art. 193 CP, esso rimaneva pur sempre un elemento aggravante di cui tenere conto nella commisurazione della pena (sentenza del Tribunale federale, consid. 2e).