{"Signatur": "TI_TRAP_001", "Spider": "TI_Gerichte", "Sprache": "it", "Datum": "2000-04-14", "HTML": {"Datei": "TI_Gerichte/TI_TRAP_001_17-1999-65_2000-04-14.html", "URL": "http://www.sentenze.ti.ch/cgi-bin/nph-omniscgi?OmnisPlatform=WINDOWS&WebServerUrl=www.sentenze.ti.ch&WebServerScript=/cgi-bin/nph-omniscgi&OmnisLibrary=JURISWEB&OmnisClass=rtFindinfoWebHtmlService&OmnisServer=JURISWEB,193.246.182.54:6000&Parametername=WWWTI&Schema=TI_WEB&Source=&Aufruf=getMarkupDocument&cSprache=ITA&nF30_KEY=59166&nX40_KEY=4933335&nTrefferzeile=67&Template=results/document_ita.fiw", "Checksum": "d6efff67f282acdd57b6fcbf20bbe1ff"}, "Scrapedate": "2023-01-01", "Num": ["17.1999.65"], "Kopfzeile": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 14.04.2000 17.1999.65"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 14.04.2000 17.1999.65"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 14.04.2000 17.1999.65"}], "Meta": [{"Sprachen": ["de"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["fr"], "Text": "Tessin Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}, {"Sprachen": ["it"], "Text": "Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale"}], "Abstract": [{"Sprachen": ["de", "fr", "it"], "Text": "Sentenza o decisione senza scheda"}], "ScrapyJob": "446973/38/2254", "Zeit UTC": "10.04.2026 02:38:48", "Checksum": "102017af1419e2a7da428370d9d2056f", "Chunktext": "Estratto della sentenza Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 14.04.2000 17.1999.65\nRegesto:\nSentenza o decisione senza scheda\n\n\n2. Dalla sentenza impugnata risulta che al dibattimento l'accusato ___________ ha precisato la sua deposizione del 16 dicembre 1998 in cui aveva affermato di recarsi e di rimanere 3 o 4 volte la settimana presso ___________ nel senso che, sulla base di un calcolo a ritroso, ha quantificato i pernottamenti in 4.25 volte la settimana (consid. 3c). Determinante era quindi, a mente del Pretore, stabilire se costui avesse mentito sostenendo di avere visitato l'amica, in media, 4.25 volte la settimana (consid. 3d). A tale riguardo egli ha rilevato che la copiosa documentazione prodotta dall'accusato attestava ripetuti soggiorni in alberghi sia in Svizzera sia all'estero (consid. 3d) e che le dichiarazioni del testimone __________ relative alla frequenza dei pernottamenti non contraddicevano le affermazioni dell'interessato per il periodo in esame. In effetti, quand'anche l'accusato avesse trascorso ininterrottamente la notte presso l'amica dal 3 al 6 novembre e dal 5 al 9 ottobre 1998, ciò non significava che egli avesse mentito dichiarando di abitare con lei 3 o 4 volte la settimana (consid. 3f). In definitiva, quindi, il Pretore ha espresso il convincimento che al momento dell'interrogatorio il testimone aveva sostanzialmente detto la verità poiché tra le 3 o 4 volte la settimana e le 4.25. volte accertate in sede dibattimentale non vi era una differenza tale da poter affermare che il soggetto avesse mentito consapevolmente (consid. 3g).\n3. Il ricorrente sostiene che il Pretore è incorso nell'arbitrio ponendo alla base del proprio giudizio una documentazione prodotta in fotocopia, in realtà fasulla e senza pertinenza con il periodo oggetto della deposizione dell'accusato, fatta eccezione per i documenti n. 27 e 28. Il primo documento poi – soggiunge il ricorrente – attesta se mai che nell'albergo di Ginevra il 17 dicembre 1998 aveva pernottato non la controparte, bensì il collega __________. Inoltre, secondo il ricorrente, il Pretore è caduto in contraddizione dando credito contemporaneamente alla testimonianza di __________ e a quella dell'accusato. Dato che __________, sia nella dichiarazione scritta sia nella deposizione resa durante l'istruttoria sia ancora al dibattimento aveva dimostrato, tramite i sopralluoghi, che ad uscire dalla residenza “__________ ” era sempre ___________, la sua deposizione doveva assumere ben maggior peso. Il ricorrente si dilunga poi sugli estratti degli addebiti bancari concernenti l'uso della carta di credito “Visa” allo scopo di confutare l'accertamento del Pretore circa le frequenti e prolungate assenze dell'accusato da Lugano, affermando che gran parte di tali addebiti provano dalla frequentazione di ristoranti e che, quindi, costui era era solito rincasare la sera. Un ulteriore arbitrio ravvisa il ricorrente laddove il Pretore ha ritenuto di non poter escludere che il mattino del 18 dicembre 1998 il testimone __________ fosse stato convinto di vedere al volante della vettura Saab della ditta ___________, mentre in realtà vi si trovava ___________. A suo dire si tratta di un convincimento in contrasto con le dichiarazioni dello steso testimone e con la dichiarazione di ___________, che adduce di non avere mai usato tale vettura per lavoro.\n4. Ora, la giurisprudenza ha già avuto modo di ricordare che per incorrere nell'annullamento una sentenza deve essere arbitraria – o anche solo erronea, ove l'autorità di ricorso sia munita di pieno potere cognitivo – nel suo risultato, non soltanto nella motivazione (DTF 117 Ia 139 consid. 2c con rinvii). A parte il fatto che invano si cercherebbe negli atti successivi al 10 settembre 1999 (data alla quale l'accusato ha prodotto in Pretura il plico di fotocopie contenente la documentazione cui il ricorrente si riferisce) o nel verbale del dibattimento la richiesta degli originali, in concreto tutte le argomentazioni che si riferiscono al periodo successivo al 16 dicembre 1998, giorno della deposizione testimoniale dell'accusato, sono ininfluenti ai fini del giudizio. Determinante – come ha ritenuto il Pretore – è stabilire se, dichiarando di recarsi presso ___________ 3 o 4 volte la settimana, l'imputato abbia mentito. Dal rapporto scritto del testimone ___________ del 5 marzo 1999 (allegato n. 1 alla querela penale) risulta che l'accusato è stato visto uscire dalla residenza di ___________ cinque volte tra il 5 e il 9 ottobre 1998, quattro volte tra il 3 e il 6 novembre 1998 e tre volte tra il 14 e il 16 dicembre 1998, ossia, in media, quattro volte la settimana. Tale circostanza in definitiva non solo non contraddice, ma collima con quanto ha dichiarato il testimone, secondo cui in quelle occasioni al volante della nota Saab si trovava l'accusato. La conclusione del Pretore, stando al quale l'accusato non aveva mentito dicendo di avere passato la notte presso l'amica 3 o 4 volte per settimana, resiste di conseguenze alla censura di arbitrio."}