Benché non sufficientemente motivata, nel suo risultato la pena di 4 anni e 6 mesi pronunciata dalle assise si rivela quindi conforme al diritto. g) Il ricorrente invoca il principio della parità di trattamento, argomentando che una pena superiore a 30 mesi di reclusione risulterebbe esagerata per rapporto a quella inflitta dalle assise in casi analoghi. Se non che, di regola, un confronto in materia di commisurazione della pena suole essere vano, ogni caso dovendo essere giudicato in base alle sue individualità soggettive e oggettive (DTF 123 IV 150, 116 IV 292; Corboz, La motivation de la peine, in: ZBJV 131/1995 pag. 12 seg.; cfr. anche DTF 124 IV 47 consid.