La Corte di assise ha ritenuto l'imputato colpevole dei reati ascrittigli nell'atto di accusa aggiuntivo del 13 luglio 1999 sulla scorta delle dichiarazioni sostanzialmente convergenti dei ragazzi, ripetute a più riprese davanti a interlocutori diversi e giudicate credibili da tre medici specialisti in psichiatria e psicoterapia. Nessun arbitrio si ravvisa nell'accertamento dei singoli indizi. Le incertezze, le reticenze, le esitazioni, le apparenti contraddizioni dei ragazzi su un punto o sull'altro sono state giustificate dalla prima Corte sia con opinioni proprie sia con quella degli specialisti (sentenza, pag. 50 a 61).