Nella loro frammentarietà, contraddittorietà, inverosimiglianza e illogicità tali dichiarazioni non bastano a dimostrare gli abusi incriminati (ricorso, punti 1.1 e 1.2). Ottenute senza rigore metodologico da parte degli inquirenti, esse sono state considerate dipoi senza tenere conto di molte altre circostanze, tra cui l'esistenza di videocassette pornografiche in un armadio di casa, che “attirava ed eccitava specialmente il minore” (ricorso, punto 1.3). Un riepilogo più diffuso delle argomentazioni contenute nel ricorso non giova, dato che al riguardo il gravame si rivela d'acchito irricevibile.