Del resto essa non adduce elemento alcuno atto a suffragare un arbitrio del Pretore nell'avere escluso l'intento prevalente di denigrarla solo per il fatto di avere pubblicato più articoli sullo stesso episodio, magari anche dal contenuto da lei ritenuto aggressivo nei suoi confronti. Riguardo alla prova della buona fede, a parte il fatto che il Pretore si è soffermato su di essa a titolo meramente abbondanziale, la ricorrente non indica quale sia la serie di prove e di circostanze atte a smentire la versione del querelato, per il quale si trattava di una questione morale (sentenza consid. 6 in fine).